D’accordo, saranno anche anche la squadra più forte del campionato, saranno già in A1 da sette giorni e tutto quel che vi pare. Ma l’ultima soddisfazione, l’ultimo derby per almeno i prossimi diciotto mesi, parla forlivese. Che poco poco non è. All’Unieuro Arena, infatti, non si passa. Dopo la netta vittoria ottenuta lo scorso anno, la Pallacanestro 2.015 si è ripetuta mettendo insieme un capolavoro, per mille ragioni, ed asfaltando una Fortitudo a pancia piena 88-77. Assenze di qua (Oxilia e Donzelli, più acciacchi assortiti in campo), assenze di là (Pini, poi Rosselli a partita in corso), sta di fatto che Forlì, dopo aver messo la freccia sul finire del secondo periodo, non si è più voltata indietro, mettendo insieme una prova di grande spessore. Abbiamo ritrovato la ‘vera’ Unieuro? Chissà, sta di fatto che l’affermazione sulla Effe assume un significato ancora maggiore dopo la sirena finale: Imola perde a Cento, Forlì fa matematicamente ritorno ai playoff.
Partenza ‘ispirata’ da parte della Pallacanestro 2.015, che con una tripla di Marini e un bel piazzato di Lawson si porta subito sul 7-4. Fa valere forza e muscoli, Forlì, che inizia con De Laurentiis in quintetto, ma la Fortitudo, dopo uno sprint iniziale un po’ blando, si desta dal torpore con due canestri di fila di Fantinelli per il primo vantaggio ospite (10-11). Marini dà ossigeno ai suoi con due triple, Hasbrouck, dall’altra parte, risponde facendo altrettanto (di cui una con tanto di libero aggiuntivo) ed una bell’ingresso a canestro che, a 6’30”, vale il primo vero allungo del match sul 13-20. La guardia ex Jesi è già in doppia cifra: 11 punti per lui, complice anche una difesa forlivese piuttosto permissiva. L’esperimento Lawson-DiLiegro sotto canestro non dà, per il momento, i frutti sperati, così Nicola reinserisce ‘Rino’ al posto di Kenny e l’Unieuro è di tutt’altra pasta. Dinamismo, energia, ‘garra’, un Johnson che finalmente ‘vede’ il canestro: è impatto sul 20-20. Momento positivo dei biancorossi che si trascina poi anche a inizio secondo quarto (26-22), sempre con un grande De Laurentiis in campo. Tre triple di fila di Cinciarini riportano avanti la Effe (27-31, 13’30”), prima che salga in cattedra in cabina di regia un Giachetti d’autore, che propizia un sostanzioso break Unieuro di 12-0 per la prima ‘falcata’ forlivese (39-31). Occhi della tigre da una parte, una difesa che non sputa certo sangue dall’altra: il gioco è presto fatto. Polveri bagnatissime, ad ogni modo, per l’attacco bolognese, incapace di trovare la retina per quasi 4′ di gara. Ci pensa Hasbrouck, a 17’10” a togliere le castagne dal fuoco. Ma è un pannicello caldo e nulla più, perché il momento positivo forlivese prosegue. Johnson da 3, Lawson segue a ruota, Marini schiaccia in campo aperto: è delirio forlivese, +12 (48-36) all’intervallo.
Al rientro dalla pausa lunga è altra Fortitudo in campo. Già, perché il quintetto biancoblù porta in campo maggior fisicità, maggior quantità, maggior classe. Forlì tiene inizialmente ‘botta’ e un equilibrio sostanziale regna sovrano in campo (52-42), prima che una tripla di Fantinelli e una ‘ripartenza’ a spron battuto di Cinciarini rimettano in carreggiata la Fortitudo: 52-47 dopo 24′ di gioco. Coach Nicola chiama timeout, dal quale Forlì ne esce rigenerata. Di nuovo gomiti alti, dentro-fuori sul fronte offensivo, che complica la vita a Bologna e riporta il sereno tra i padroni di casa: +9, 58-49. Dall’altra parte, del resto, tra i pochissimi uomini a segno (appena quattro al 25′), è il solo Cinciarini a tenere la barra dritta, mandando a bersaglio il ‘colpo’ da 3 che tiene a galla i suoi e, anzi, li riavvicina sul -4 (60-56). A cavallo tra terza e quarta frazione, però, è solo Forlì in campo. Già, perché nonostante un DiLiegro un po’ ‘ballerino’ dalla lunetta, l’Unieuro cala sul tavolo un parziale complessivo di 11-3 che le vale il vantaggio più ‘largo’ della partita (71-58). Antimo Martino, invece, fatica a trovare il giusto ‘contrappeso’ da opporre allo strapotere forlivese, se non con gli innesti di Venuto e Delfino, fino a quel momento pressoché inoperosi. Esattamente a metà dell’ultima frazione, infatti, l’inerzia del match pare essersi improvvisamente ed inaspettatamente ribaltata: il primo è una certezza ai liberi, l’argentino colpisce dall’arco. Un bel 7-0 è confezionato, a 3’30” dalla sirena finale la Fortitudo è lì: 77-75. Ma è l’ultima cometa nel cielo bolognese, perché poi due difese troppo ‘morbide’ regalano due fantasmagoriche schiacciate da rimbalzo a Kenny Lawson che fanno esplodere l’Unieuro Arena (81-75, -2’50”). La risposta di Forlì, più sul piano mentale che altro (Nicola non chiama nemmeno timeout) è da grande squadra. La Effe sparacchia, la PF2.015 colpisce, ancora una volta con i suoi lunghi: a 1’50” dalla fine il ‘solito’ Lawson (85-75) fa calare una volta per tutte il sipario sul match.
Unieuro Forlì – Lavoropiù Bologna 88 – 77
(22-22, 48-36; 66-56)
FORLI’ – DiLiegro 15 (5/9), Giachetti 15 (5/8, 1/4), Marini 15 (3/6, 3/7), Bonacini 4 (2/4, 0/2), Dilas ne, Signorini ne, Fabiani ne, Lawson 22 (8/10, 1/3), Ravaioli ne, Flan, De Laurentiis 6 (3/5), Johnson 11 (1/5, 3/10). All. Nicola.
Tiri da 2: 27/47 (57%) – Tiri da 3: 8/26 (31%) – Tiri Liberi: 10/16 (63%) – Rimbalzi: 46, offensivi 13 – Palle perse: 9
BOLOGNA – Delfino 8 (1/4, 2/3), Sgorbati ne, Cinciarini 21 (2/4, 5/8), Mancinelli 2 (1/4, 0/3), Benevelli (0/1, 0/3), Leunen 2 (1/2, 0/3), Cinti ne, Prunotto ne, Venuto 6 (1/1, 0/2), Rosselli 3 (0/1, 1/4), Fantinelli 11 (4/5, 1/1), Hasbrouck 24 (5/8, 4/9). All. Martino.
Tiri da 2: 15/30 (50%) – Tiri da 3: 13/36 (36%) – Tiri Liberi: 8/13 (62%) – Rimbalzi: 34, offensivi 7 – Palle perse: 10
Spettatori: 4.720 (250 da Bologna)

Key Facts
- La ‘voglia’, le motivazioni, gli obiettivi ancora da raggiungere in questo scorcio finale di stagione, hanno decisamente fatto la differenza. Sin dall’inizio, del resto, si è chiaramente visto come la Fortitudo avesse approcciato la partita con poco spirito. Il resto è venuto tutto da sé.
- Come il computo dei rimbalzi, ad esempio, che non sarà decisivo ma spesso e volentieri fa la differenza. Statistiche alla mano, Forlì ha surclassato la Fortitudo sotto le plance: 46 le carambole conquistate dai padroni di casa, ben 12 in più rispetto alla Effe. Tirandone giù, poi, di fatto il doppio sul fronte offensivo (13).
- Alla fine della fiera l’hanno vinta i lunghi Unieuro. De Laurentiis, infatti, è stato autore di una prima parte di gara decisamente positiva, mentre nel finale DiLiegro e Lawson hanno fatto pentole e coperchi. Questi ultimi due, poi, hanno messo insieme la bellezza di 37 punti e 25 rimbalzi. Mica bruscolini.

Le Pagelle
FORLI’
DiLiegro 7 – Una fetta di Dane, per favore. Dolce, dolcissimo il centrone, anticipa una delle sue ormai celeberrime “Monday adventure” passeggiando sui colli bolognesi: vetta Leunen e col di Benevelli son vere scampagnate. 27′ da doppia doppia: 15 + 11 (4 offensivi) e tanta tanta difesa anche se qualche sbavatura in marcatura sui 4 felsinei la combina.
Giachetti 8 – 8 assist, 5 rimbalzi, 15 punti in quasi 37′: altro? Motore inesauribile dell’Unieuro, nei picchi e nelle acque torbide lui guida e sa cosa fare. Riferimento vero, ricorda a tutti cosa significhi aver alle spalle anni di A1 e maglie prestigiose.
Marini 7 – Ormai abituati alle montagne russe del nostro bomber, stasera è in up: parte a raffica, cede il passo e ritorna nel momento caldo infilzando le aquile con un paio d’incursioni al ferro. 15 punti con 3/7 da 3.
Bonacini 6.5 – Non in seratissima dalla distanza, prende sotto le sue cure i peggiori clienti di marca F: Hasbrouck e Cinciarini. E i danni calano.
Lawson 7.5 – I lunghi ospiti non fanno nulla per arginarlo, vero, ma Forlì scopre di avere in casa un 4. Fortissimo, oltretutto. 22 punti, 8/10 da 2, 15 rimbalzi, canestri svirgolati, due schiacciate di fila che uccidono la partita e una bella faccia da “no fear”.
Johnson 6 – Lontano (e non poco) dall’MJ versione cecchino dalla lunga (bruttino il 3/10 di stasera, pure peggio l’1/5 da 2) sta molto in campo dedicandosi alla difesa e all’intensità. Lo attendiamo caldamente ai play-off.
De Laurentiis 7 – Ma non doveva guardarsela dalla panca? Lotta e chiude l’area tirando giù 8 rimbalzi oltre a metter 6 punti.
Flan 6 – 50″ in campo (giusto per due difese attente) meriterebbero un “non giudicabile”, ma per questo ragazzo di 16 anni, prodotto Cà Ossi – OneTeam, vale la pena sporcare la regola e dargli una sufficienza meritata.
Signorini, Dilas, Fabiani ne
BOLOGNA
Delfino 6 – Lo specchio della Effe scesa a Forlì: un lampo, due triple in faccia a DiLiegro, abbastanza per rimettere tutto in equilibrio e terrorizzare la PF, poi torna nell’anonimato.
Cinciarini 7 – Se la partita è vitale per tutti, quasi tutti, i 40′ di gioco è merito delle triple del Cincia: 5/8 che gli valgono 21 punti e forse i titoli per restare a Bologna pure l’anno prossimo.
Mancinelli 4 – Che non sia serata è un mezzo complimento: 30′ senza nulla da annotare (2 punti) se non la gara, tutta in casa bolognese fra lui e coach Martino, a chi si lamentava di più coi grigi.
Benevelli 4 – I lunghi romagnoli lo impacchettano per bene. E lui lascia fare.
Leunen 5 – La testa è già in vacanza. Lui, centro di sapienza e fisico d’altra categoria, si fa regolare da DiLiegro e Lawson senza batter colpo. Si salva solo per gli 8 rimbalzi.
Venuto 5 – All’andata le sue triple fecero malissimo. Il ritorno non gli sorride, anche se si conferma giocatore di grinta perfetto per l’A2. 6 punti (4 dai liberi) e 3 rimbalzi.
Rosselli 5 – Non al meglio, Martino gli risparmia minuti e colpe vere della sconfitta.
Fantinelli 6 – Avercene di muscoli e centimentri in regia come quelli del faentino. Non brilla ma nemmeno demerita: 11 punti (4/5 da 2).
Hasbrouck 7 – Come l’acqua s’insinua in tutte le crepe difensive forlivesi diventando il miglior realizzator della serata: 24 punti con 9/17 complessivo. Finché c’è lui, c’è partita.
Sgorbati, Cinti, Prunotto ne
(Francesco Mazza)