Unieuro, la strada è quella giusta. Anche se Lawson…

Quasi un mese, tanto è passato dall’esordio della Pallacanestro 2.015 nel campionato 2018/19 di Serie A2, girone Est. Un mese di partite, cinque quelle disputate sinora dalla ‘banda’ di Giorgio Valli, in cui, seppur tra mille variabili ‘impazzite’, si è potuto trarre un primo iniziale bilancio della nuova Unieuro. Esattamente ad un terzo del girone di andata, dunque, la classifica parla chiaro: Forlì al terzo posto, in solitaria, a quota 8 punti, a -2 dal duo di testa formato dalla corazzata Fortitudo (farà pressoché corsa solitaria) e Montegranaro, con una sola sconfitta sul groppone. E numerose prestazioni ‘sostanziose’ a corollario di tutto questo.

Unico passo falso arrivato proprio domenica scorsa, proprio contro la stessa Montegranaro, in un match per certi versi ‘strano’, per mille motivi. Già, perché quello dell’Unieuro Arena è stato tutto fuorché una partita divertente e brillante, sia per motivi chiaramente ‘fisici’ delle due squadre – il turno infrasettimanale si è decisamente fatto sentire nelle gambe degli atleti -, sia per le varie assenze – Forlì senza Donzelli e Giachetti, di fatto due quinti dello starting five -, sia per logiche ‘di classifica’. Perché se una certezza la gara contro la Poderosa l’ha lasciata, al di là del risultato finale e delle singole questioni individuali, non è altro che la conferma che questa Unieuro può realmente puntare in alto. Pare quasi paradossale, ma restare in partita fino al 33′, in tali condizioni psico-fisiche, con rotazioni ridotte davvero all’osso, contro un’avversaria ostica e di pari livello, non equivale a una vittoria ma ci va poco lontano. Per intenderci: la Forlì della scorsa stagione una partita del genere l’avrebbe ‘data su’ con un tranquillo -20, senza colpo ferire.

Anche perché nelle prime cinque uscite stagionali numerosi sono stati i segnali positivi lanciati dal roster biancorosso. In primis dal ‘rientrante’ Melvin Johnson, una costante in termini realizzativi (18,2 punti di media col 57% da 3, miglior marcatore Unieuro) e che, rispetto alla precedente esperienza forlivese, sta dimostrando evidenti passi in avanti in quanto a maturità e capacità di letture. Sorprendente, poi, l’impatto dell’ex Jesi Pierpaolo Marini. Sorprendente non tanto sotto il profilo tecnico – vari addetti ai lavori lo ritengono addirittura il miglior italiano, stante anche la giovane età, dell’intera A2 -, bensì per il ‘peso’ che sin da subito si è conquistato nell’economia di squadra sui due lati del campo. Senza tralasciare, infine, l’importanza della panchina PF2.015, che ha sempre risposto presente quando chiamata in causa, anche con inserimenti ‘forzati’ nel quintetto base come nel caso di capitan Bonacini e De Laurentiis.

Va però altresì ammesso che il quadro complessivo non è tutto rose e fiori. La squadra c’è, il gruppo pure, la speranza è di rimettere al più presto nel motore Donzelli & Giachetti, ma c’è un grosso punto di domanda in tutto ciò che tanto fa ammattire gli appassionati forlivesi. E’ infatti fuori dubbio che da un elemento del calibro di Kenny Lawson ci si attendesse ben altro. “Probabilmente deve ancora riadattarsi all’A2”, ha spiegato domenica scorsa coach Valli in sala stampa. E che le alchimie di squadra (ulteriormente complicatesi, per un lungo con le sue caratteristiche, dall’assenza del ‘vicino’ Daniel Donzelli) debbano ancora affinarsi, aggiungiamo noi. Tutto è possibile, sta di fatto che il contributo del pivot ex Virtus, finora, si è rivelato ben inferiore rispetto alle attese.

Vero è che Lawson attualmente è, numeri alla mano, il secondo miglior realizzatore forlivese, con 17,4 punti di media in 31,2′ di impiego a partita, peraltro con buone percentuali (51% da 2, 41% da 3). E non si può certo nemmeno passar sopra a piè pari allo stellare primo tempo di Roseto. Ma, senza incunearsi eccessivamente in delicate e ‘scottanti’ questioni tattiche, sotto agli occhi di tutti sono stati i due pesanti passaggi a vuoto di Kenny contro Jesi (6 punti e 5 rimbalzi in 27′, 2/12 al tiro) e soprattutto nel recente impegno con Montegranaro (10+5 in 33′, 3/14 con 0/6 da 2). Contro la Poderosa il lungo a stelle e strisce pareva infatti quasi un pesce fuor d’acqua, un corpo estraneo rispetto al resto della squadra, come se anche il ragazzo ne risentisse di una situazione non ancora idilliaca. Al che anche da parte del pubblico forlivese, con cui ancora non è sbocciato il feeling, sono partiti i primi mormorii. Guai, ad ogni modo, farne un dramma, oggi, e dipingere un quadro più tragico di quello che in realtà è. Ma le attese del resto sono ben elevate, e non può essere differente se considerato che Lawson è e deve essere un crac per la categoria.

La strada tracciata, insomma, è quella giusta. E quale occasione migliore per tornare alla vittoria se non il derby del PalaDeAndrè contro Ravenna, sfida in programma sabato prossimo, 3 novembre, alle 20:30. Partita certamente da prendere con le pinze, ma l’attuale OraSì, in un evidente stato di down assoluto (-39 lo scorso weekend a Udine, per dire), per una Forlì al completo – possibili i rientri, seppur a scartamento ridotto, sia di Giachetti che di Donzelli – potrebbe sulla carta essere una preda tutto sommato agevole, per non dire facile. Nella speranza che anche davanti, prima o poi, le capoliste inizino a sparare qualche colpo a vuoto.