Vedi Ferrara e poi muori: ultimo quarto da dimenticare, Unieuro ko 68-71

Un senso di incompiutezza, di tanti “vorrei ma non posso”. E’ questo ciò che lascia la sfida tra la PF2.015 e Ferrara, con gli estensi corsari all’Unieuro Arena con un finale di gara incandescente. Forlì, infatti, comanda a lungo le danze, avrebbe l’occasione di chiudere definitivamente la contesa in apertura di ultimo quarto, ma non lo fa e si lascia trascinare dalla corrente ferrarese. Bonacini e compagni a secco di idee e canestri quando la palla scotta, quando il gioco si fa duro, mentre dall’altra parte la Bondi inizia a fare sul serio. E mette in cascina la quarta vittoria di fila, lasciando briciole ed altri rimorsi ai padroni di casa. Come un disco rotto, appunto.

Donzelli nemmeno a referto, il rientrante De Laurentiis subito in quintetto. Il gioco ristagna fin da subito? Ci pensa Lawson con una tripla frontale. Ferrara fa confusione? Tocca a Johnson recuperare palla e inchiodare al ferro. Parte così la sfida dell’Unieuro Arena per la PF2.015, che si porta subito avanti con un break iniziale di 5-0. Gli ospiti tardano però ben poco a svegliarsi, e, dopo aver impattato sul 5-5, al giro di boa della prima frazione mettono la freccia con i canestri di Swann e Panni: 10-11. Forlì in questa fase accusa infatti vari passaggi a vuoto, amnesie difensive che lasciano campo aperto agli estensi. Valli prova a metterla a posto ordinando ai suoi di difendere a zona, con esiti alterni. Offensivamente, poi, i biancorossi si aggrappano quasi esclusivamente al solo Lawson, che dopo soli 8′ tocca già la doppia cifra (11, con 3/6 da 3). E, proprio in chiusura di prima frazione, complice pure un appannamento avversario, Forlì cala un parziale di 6-0 che vale un piccolo allungo sul +5 (21-16). La Bondi ritrova la via del canestro con i suoi americani, ma la mini-pausa ha effettivamente ‘svoltato’ l’Unieuro. Sì, perché Bonacini e compagni stringono le maglie in difesa, si regalano un paio di minuti di brillante pallacanestro sulle ali del pick & roll Giachetti-DiLiegro e scappano via sul +8 (28-20), ulteriormente rintuzzato, poi, fino a toccare la doppia cifra di vantaggio: +12, sul 34-22, a chiusura di un break forlivese di 13-2. Va detto che Ferrara, dall’altra parte, tira ora davvero malissimo, e, nonostante si mostri brillante e superiore a rimbalzo, lascia strada spianata ai padroni di casa. Peccato che l’Unieuro non riesca a piazzare il colpo del ko (i presupposti, del resto, parrebbero esserci già), non trovi la retina dal campo per quasi 3′ e permetta agli avversari di riportarsi a contatto: 37-33 a pochi secondi dall’intervallo. Con le squadre che vanno negli spogliatoi (39-33 il punteggio) con un unico grande assente in partita, Melvin Johnson: 2 punti, 1/4 da 2 e 0/4 da 3, in 16′.

Al rientro Ferrara è più spigliata e vivace rispetto a quanto visto in precedenza, mentre dall’altra parte l’Unieuro pare piuttosto sulle gambe. Male al tiro – appena 2 canestri nei primi 5′ -, male in difesa, dove Swann inizia a trovare feeling con la retina e, dopo aver ricucito fino al -2 (42-40), porta la Bondi avanti nel punteggio con una bella tripla: 44-45. Forlì si aggrappa però con forza ai canestri di Lawson e Marini e rimette le mani sulla partita sul 52-47, prima che la partita e via Punta di Ferro salgano di temperatura. Volano infatti spintoni tra Bonacini e Campbell, quindi due tecnici fischiati a Ferrara (coach Leka e flopping a Swann). L’Unieuro ne tira fuori il nulla, se non innervosire gli emiliani e, al di là di Oxilia e Bonacini a quota 4 falli, puntellare il tabellone con la tripla del ‘solito’ Lawson (55-47). Johnson, poi, inaugura l’ultimo periodo con una bella entrata a canestro: tempo di tirar definitivamente giù la serranda sul match (57-48). Ma, anche questa volta, è soltanto un’illusione. Perché dal torpore estense si risveglia ancora una volta Swann, inchioda 7 punti nel volgere di pochi minuti e, ‘supportato’ da Fantoni e Ganeto, gira totalmente l’inerzia della partita: parziale di 0-13 e Ferrara arriva a comandare le danze addirittura sul +4 (59-63) quando mancano 4’30”. L’Unieuro si rimette in pista con Marini e DiLiegro ed impatta, ponendo fine ad un lunghissimo periodo di astinenza offensiva, Giachetti si ‘butta dentro’ per il nuovo vantaggio forlivese: 65-64, -2’20”. Ma è solo l’ultimo sussulto di Forlì. Perché Bonacini esce per falli, Marini pure per problemi fisici e la PF2.015 non vede più il canestro. Ultimi minuti di partita forlivesi completamente ‘vuoti’, con Ferrara che mette il sigillo sulla partita con una precisione così così ai liberi (65-69, -40″). Gli uomini di Spiro Leka provano però in tutti i modi a perderla, facendo rientrare l’Unieuro sul 68-69 (-10″) tra mille ‘magate’ forlivesi dalla lunetta. Ma la tripla di Johnson del potenziale pareggio si spegne sul ferro. Fotografia della partita di Melvin e di tutta Forlì.

Unieuro Forlì – Bondi Ferrara 68 – 71
(21-16, 39-33, 55-48)

FORLI’ – DiLiegro 10 (5/9), Tremolada, Giachetti 5 (2/4, 0/2), Marini 17 (5/6, 1/8), Bonacini (), Dilas ne, Signorini ne, Fabiani ne, Oxilia 4 (2/3), Lawson 19 (3/7, 4/13), De Laurentiis 3, Johnson 10 (5/9, 0/7). All. Valli.

Tiri da 2: 22/38 (58%) – Tiri da 3: 5/30 (17%) – Tiri Liberi: 9/18 (50%) – Rimbalzi: 38, offensivi 11 – Palle perse: 14 – Fuori per Falli: Bonacini

FERRARA – Conti ne, Swann 25 (6/11, 3/6), Petrolati ne, Fantoni 9 (4/8), Ganeto 2 (1/4, 0/3), Molinaro 6 (1/2, 1/3), Mazzoleni ne, Barbon, Panni 10 (2/7, 1/3), Calò 2 (1/1), Campbell 17 (4/13, 0/3), Liberati. All. Leka.

Tiri da 2: 19/46 (41%) – Tiri da 3: 5/18 (28%) – Tiri Liberi: 18/24 (75%) – Rimbalzi: 49, offensivi 16 – Palle perse: 18 – Fuori per Falli: Fantoni

Key Facts

  • Partiamo dalla fine, da dove, cioè, l’Unieuro ha perso la partita: l’ultimo quarto di gioco. Iniziato con due belle entrate a canestro di un evanescente Johnson, Forlì a +9, il Palafiera sente che la partita può definitivamente chiudersi. Ma poi il gioco forlivese si blocca totalmente ed improvvisamente. L’avversario ha difeso forte, certo, ha trovato importanti punti di riferimento offensivi, ma non può e non deve essere una giustificazione. Perché contro un avversario del genere, per come si era messa la partita, i due punti sono ampiamente alla portata.

 

  • Il computo rimbalzi è pesantissimo. Ferrara, sin dall’inizio, ha fatto ciò che voleva sotto le plance, staccando carambole su carambole, chiudendo così in vantaggio 49-38 nello ‘speciale’ confronto. E se in precedenza questa differenza non si è vista (o, perlomeno, è stata nascosta), negli ultimi dieci minuti, seppur statisticamente contenuta, è diventata decisiva.

 

  • La classifica, ora, non è più così rosea. Con il ko odierno, infatti, Forlì ha perso virtualmente il fattore campo nei playoff, scalando al sesto posto in solitaria in classifica, a -2 da Udine e Verona. Dietro sono ancora distanti (+4 su Imola e Roseto), ma arrivare tra le prime cinque è quasi imprescindibile in chiave playoff. Tutto ancora in gioco, per carità, ma di sfide proibitive ce ne sono ancora tante (Bologna, Treviso, Udine) e tocca iniziare a fare due ‘calcoli’.

Le Pagelle

FORLÌ

Giachetti 5 – 5 come i punti realizzati. Prova e riesce solo in parte a difendere su Swann e Panni e nel magic-moment del 2° quarto mostra cosa significhi giocare il dentro-fuori con DiLiegro, per il resto patisce il gioco ferrarese quando il ritmo sale lui che dovrebbe esser l’argine emotivo.

Johnson 5 – Copia incolla dei giudizi da un mese in qua: ci prova, si sbatte (6 recuperi) senza esito soddisfacente. Spadella senza pietà dall’arco (0/7) ciccando anche la tripla del potenziale overtime. Sarà anche fuori forma ma così si dimostra più deleterio che altro per Forlì.

Bonacini 5 – I falli lo limitano nella sua missione di serata: limitare Swann. 14’ senza mai neppure tirare una volta. Continua il periodo alti-bassi; più bassi in verità.

Marini 6 – Il vero USA della squadra, non è neppure lui in serata dalla distanza (1/8) ma saggiamente cerca anche punti dentro l’area. Bene in difesa, nel momento topico è costretto alla panchina per un problema muscolare alla coscia destra. 17 punti con l’usuale titubanza ai liberi (4/6).

Diliegro 6 – Inanella un’altra doppia doppia (10+12) ma è meno efficace delle precedenti uscite. Fantoni in area gli tende trappole d’esperienza nelle quali cade ingenuamente, impendendo così l’apertura della via sotto canestro.

Lawson 5 – 3/7 e 4/13: indovinate qual è la statistica da 3 del lungo (LUNGO) Unieuro… Ferrara è un quadrato difensivo che Kenny tenta di sfondare tirando qualsiasi cosa gli passi ad almeno da 7 metri. Fosse stato in serata di grazia il conto sarebbe stato differente, ma con questi numeri ovvio che il duo Molinaro-Fantoni ringrazia. 19 punti e 11 rimbalzi refertati.

Oxilia 5 – Poco lavoro in settimana e una caviglia così così ne dimezzano forze e aggressività, specie quando è chiamato a tener il passo di Campbell.

De Laurentiis 5 – Il rientro dopo lo stop è duro come i gomiti di Fantoni.

Tremolada sv

Dilas, Signorini, Fabiani ne      


FERRARA

Ganeto 5 – Leka lo dosa con parsimonia. Fa meno di quanto dovrebbe (2 pt ma 7 rimbalzi). Finché trovi un avversario che molla gli ultimi 10’ va tutto bene.

Campbell 7 – 17 punti che pesano più del piombo per il 4 tattico di casa Bondi. A tratti nervoso, mette in onda un match dove tira male (4/13 da 2, 0/3 da 3) più del solito. Poi però i palloni decisivi li gioca lui e per le difese burrose Unieuro è come chiedere di marcare Lebron.

Swann 7.5 – Appena Forlì abbassa il ritmo è lui a piantare le fiocine sul ventre molle della difesa biancorossa. Atleta e finalizzatore sopraffino (25 pt, 6/11 e 3/6), guasta il sangue ai 3.800 presenti facendo capire cosa significhi avere in squadra una guardia USA in pieno feeling con il match. Mettiamoci anche 10 rimbalzi catturati.

Molinaro 6 – Numeri parchi per una prova di enorme solidità e pragmatismo.

Liberati 5 – Poco, nulla.

Panni 6.5 – Giostra con enorme equilibrio senza forzare mai i ritmi. 10 punti e 9 rimbalzi.

Fantoni 7 – Nulla da dire: in A2 la spiega a tutti con il vocabolario dell’esperienza. 9 punti e 2 rimbalzi ma spintonate e sgomitate come piovesse.

Barbon, Calò sv

Mazzoleni, Mazzotti, Conti, Petrolati ne

Francesco Mazza