Dopo due ko consecutivi l’Unieuro si leva la scimmia dalla spalla con un’importante prova di forza casalinga contro la Bakery Piacenza, battuta in via Punta di Ferro col punteggio finale di 90-66. Col recupero di Donzelli e un Lawson finalmente ‘impattante’, dunque, la Pallacanestro 2.015 ottiene due punti che la rilanciano in classifica, ‘strappati’ con un break nato dal nulla prima della pausa lunga che ha di fatto spezzato le gambe a Piacenza. Che, va detto, è però parsa davvero poca cosa per rendere pan per focaccia ad una Forlì di un altro pianeta su tutta la linea. Ulteriormente complicata, poi, da un Voskuil nullo (0/6 dal campo) e un Green accesosi a babbo morto. Tra le fila dei forlivesi, dunque, in evidenza su tutti le prove dei due americani, con Johnson e Lawson autori di 21 punti ciascuno con ottime percentuali al tiro.
Impervio avvio di match per i padroni di casa, le cui sortite offensive sono affidate al solo Lawson a colpire però con una mira a dir poco precaria (0/3 al tiro). Terreno fertile per Piacenza (0-4), ma proprio lo stesso Lawson si riprende piazzando due triple ‘filate’, a cui segue quella di Johnson e l’arresto e tiro di Giachetti: 13-6 Unieuro dopo 4′. La Bakery si affida ai suoi lunghi, ma la difesa Unieuro, forte del rientro di Daniel Donzelli – la sua presenza nel proprio pitturato si fa sentire -, regge benone. Il match, ad ogni modo, si gioca a punteggi piuttosto bassi, con le due squadre che, dopo il canestro di Voskuil a 7’30” (15-10), non vedono più la retina nel restante primo quarto. Momentaccio al tiro che, per l’Unieuro, prosegue anche nelle prime battute della seconda frazione, con i biancorossi che ritrovano la via del canestro con Giachetti soltanto al 12’25” (17-14). Quasi sei minuti di buio pesto in cui a dominarla, in generale, sono state le due difese. Lo stesso Giachetti, poi, in vena e con spazio, porta i suoi avanti fino al +7 (23-16). Sfruttando un paio di ‘zone’ forlivesi rivedibili – coach Valli chiama due timeout nel giro di nemmeno due minuti -, Piacenza si riporta sotto (23-20), ma è negli ultimi due minuti prima della pausa lunga che l’Unieuro piazza un allungo davvero sostanzioso. Dal 28-23 del 18′, infatti, è un monologo biancorosso: sulle ali di capitan Bonacini e le triple di Johnson e De Laurentiis, Forlì cala un break complessivo di 15-3 (11-0 soltanto nell’ultimo minuto) che vale il 43-26 dell’intervallo. Con la tripla dai dieci metri di Melvin sulla sirena che fa letteralmente esplodere l’Unieuro Arena.
Al rientro sul parquet la musica non cambia, con l’Unieuro costantemente a presidiare il proprio canestro e, dall’altra parte, a far la voce grossa con Lawson (sempre dalla lunga distanza…) e Marini: al 22’30” i locali volano sul +20 (50-30). Vantaggio che rimane immutato anche a metà parziale (55-35), quando Forlì ingrana però la quinta e tocca il massimo vantaggio sul +26 (61-35) con la tripla di Johnson. La saracinesca sul match, di fatto, si abbassa proprio qua. Coach Valli richiama in panchina i due USA e Piacenza, con un Green maggiormente nel vivo della partita, ritrova un po’ di pepe. Così nella prima palla ‘buona’ dell’ultima frazione, la squadra di coach Coppeta rende meno amaro il punteggio con la vincente entrata a canestro di Cassar che vale il 65-48. Ci pensano dunque Lawson e Johnson a respingere al mittente ogni velleità (72-48), e quando, a 4′ dalla sirena finale, Forlì conduce le danze addirittura sull’81-57, allora sì che la contesa è definitivamente andata.
Unieuro Pallacanestro Forlì 2.015 – Bakery Piacenza 90 – 66 (15-10; 43-26; 65-46)
FORLI’ – Tremolada 3 (1/1), Giachetti 8 (3/3, 0/1), Marini 15 (5/7, 1/7), Donzelli 2 (1/2), Bonacini 11 (4/5), Dilas 4 (2/2), Piazza (0/1 da 3), Fabiani, Oxilia 2 (1/6, 0/2), Lawson 21 (2/7, 5/10), De Laurentiis 3 (1/2 da 3), Johnson 21 (2/4, 5/8). All. Valli.
Tiri da 2: 21/37 (57%) – Tiri da 3: 12/31 (39%) – Tiri Liberi: 12/15 (80%) – Rimbalzi: 40, offensivi 9 – Palle perse: 11
PIACENZA – Castelli 11 (4/8, 0/2), Green 11 (3/8, 1/5), Perego 4 (2/3), Cassar 9 (4/6), Guerra 4 (2/3), Crosariol 16 (7/13), Pastore 5 (1/5 da 3), Voskuil 6 (0/1, 0/5), Buffo (0/1 da 3); Orlati ne, Pederzini ne. All. Coppeta.
Tiri da 2: 22/42 (52%) – Tiri da 3: 2/18 (11%) – Tiri Liberi: 16/20 (80%) – Rimbalzi: 36, offensivi 8 – Palle perse: 16

La Chiave
Inutile dire come la partita abbia preso definitivamente la strada di Forlì in chiusura di primo tempo, per la precisione negli ultimi 2′ del secondo quarto, con un parziale mortifero che avrebbe tramortito qualsiasi avversario. D’accordo che Piacenza, perlomeno quella vista all’Unieuro Arena, è sembrata una squadra piuttosto ‘giocabile’ e non certamente irresistibile. Ma la difesa forlivese sui due stranieri piacentini, Voskuil e Green, ha fatto la differenza. Una serata da dimenticare per il danese, ancora in grado di ‘mitragliare’ le retine dalla lunga distanza (do you remember?) ma, almeno questa volta, decisamente in ombra, oscurato da un’impressionante difesa “ad personam” di Marini. Così come il cervello della squadra, quel ‘peperino’ di Marques Green, è riuscito a mettere il becco fuori dal letargo soltanto a giochi già chiusi, a fine terzo quarto.

Le Pagelle
UNIEURO PALLACANESTRO FORLI’ 2.015
Giachetti 6.5 – Gioca e bene soprattutto nel primo tempo quando ha il carisma necessario per giocate in solitaria nel momento in cui Forlì sonnecchia.
Marini 7 – 15 punti con 5/7 da 2 e un meno simpatico 1/7 dall’arco. Nei primi 20’ strapazza il ferro cercando la tripla, recupera feeling col cesto girata la boa di partita. Il vero centro lo fa in difesa, però: se Voskuil non esiste è gran merito suo.
Donzelli 6 – Non doveva giocare invece ne fa oltre 8’ in gran parte da pivot, dove volano botte e spintoni. Si butta su ogni palloni e non evita il contatto: grande cuore per Daniel che smania dalla voglia di tornare in quintetto.
Bonacini 7 – Gara tutta sostanza per il capitano in avanti (11 punti, 4/5 da 2, 3 recuperi) e sul terribile Green.
Dilas 6 – Bissa la prova d’energia giocata in maglia Scirea sabato sera (4 punti) anche se l’avversario è di ben altro spessore.
Oxilia 5 – Non è serata. Non segna – anche perché fatica a entrare in area, che è il suo pane – ma difende e si prodiga a rimbalzo.
Lawson 7.5 – Per una squadra pesante e grossa come Piacenza, un pivot con mani e dimensione da guardia è il peggior cliente immaginabile: Crosariol non lo segue e lui spara un rotondo 5/10 da 3 (2/7 in area). Continua a orbitare più in zona 6.75 metri di quanto ci si aspetterebbe da un pivot ma rispetto alla prova di Ravenna il linguaggio posturale è ben più grintoso e affamato. 21 punti e 8 rimbalzi.
Johnson 7.5 – La tripla di tabella di fine primo tempo è il fotogramma della partita: freddo e acuminato Melvin scegli con cur da killer i tempi per colpire. E lo fa con precisione: 2/4 da 2, 5/8 da 3.
De Laurentiis 6.5 – Non stupisce più, Rino. Non tira mai nel pitturato (ma fa una tripla) ma stacca 10 rimbalzi e regge l’urto con il colosso Crosariol.
Tremolada 6 – Ritagli finali a partita andata. Mette 3 punti che lo elevano oltre il “senza valutazione”.
Piazza e Fabiani sv
[Francesco Mazza]
BAKERY BASKET PIACENTINA
Castelli 6 – Il già capitano PF, accolto con calore, squaderna una partita delle sue: presente e arcigno ne mette 11 con 4/8 da 2, 7 rimbalzi.
Green 5 – Forlì lo bada col fucile alternando difese. Il folletto dalle mille battaglie in A1 e A2 stenta sia in regia sia nel suo piatto principale, il tiro dalla distanza (1/5). Il non-pervenuto di Voskuil certo non lo alleggerisce dalle pressioni.
Perego 5.5 – Difficile pretendere più di 20’ passati nel tentativo di arginare Lawson. 8 rimbalzi gli valgono mezzo punto in più.
Cassar 6 – Con Crosariol panchinato a gara persa mostra buone mani, oltre a una fisicità importante per la A2.
Guerra e Buffo 5 – Impalpabili.
Crosariol 6.5 – In attacco è l’unico riferimenti della opaca serata Bakery: 16 punti, 7/13 da 2, 4 rimbalzi. Dietro si limita a dominare l’area (peccato Lawson poi gliela metta da lontano).
Voskuil 4 – Non c’è più religione se neppure l’adagio “Non ti fidare, Voskuil si accende nel finale” è vero: il danese stasera non s’è mai acceso. 6 punti, tutti nel primo tempo, per il resto zero assoluto. Marini e la retrovia romagnola lo oscurano totalmente.
Pederzini e Orlati ne
[F.M.]
