L’Unieuro si spegne nel finale: il derby della Romagna va a Ravenna

E’ ancora un tabù il PalaDeAndrè di Ravenna per l’Unieuro, che, al termine di un derby frizzante e giocato a viso aperto dalle due squadre, ha infine visto i padroni di casa dell’OraSì portare a casa il referto rosa in volata per 78-75. Seconda sconfitta consecutiva, dunque, per Bonacini e compagni, che nel primo tempo hanno concesso davvero troppo agli avversari, poi, tornati nei ranghi nel terzo periodo, si sono impossessati del match con un’ottima reazione e, a tratti, mostrando un buon basket. Di fatto padroni della partita a pochi minuti dalla sirena finale, la PF2.015 si è poi spenta improvvisamente. Un’eclissi totale che, combinata ad altre variabili come piccole sbavature e rotazioni forse troppo poco ‘incisive’, hanno fatto pendere la bilancia in favore di una Ravenna trascinata dai 21 punti di Laganà. Tra le fila dell’Unieuro, invece, in assoluta evidenza la prova di Tommaso Oxilia, di gran lunga il migliore dei suoi al di là dei 16 punti e dell’ottima precisione al tiro.

Avvio di derby subito disputato su ritmi relativamente elevati dalle due squadre. Ravenna si aggrappa a Laganà, Forlì, invece, trova dai suoi lunghi punti importanti: massimo equilibrio dopo 5′, 7-7. Per l’Unieuro salgono però presto in cattedra due tra gli uomini più attesi, Johnson e Marini, che, approfittando di difese ravennati un po’ soft, portano Forlì sul +7 (9-16) al 7′. Coach Mazzon richiama in panchina un Hairston disastroso, ma l’Unieuro è in palla e con due triple di un ‘infiammato’ Giachetti vola sul +8 (14-22). A cavallo tra primo e secondo parziale, però, il match cambia ‘vento’. Sì, perché l’OraSì, con un quintetto davvero particolare – senza i due USA, in campo i giovani Jurkatamm e Rubbini -, a suon di triple (ben 4 di fila) confeziona un parziale di 14-0 che al 13′ vale il sorpasso ed il 28-22 bizantino. Forlì, dall’altra parte, ci capisce poco e nulla sui due lati del campo, è tenuta a galla solamente dalla precisione in lunetta (31-28), mentre Ravenna, su di giri, continua a macinare gioco e si porta sul +8 (36-28). Chi se non Melvin, dunque, a risvegliare l’Unieuro dal torpore completo? Un tiro inventato dal nulla fa infatti da ‘stura’ a Bonacini e compagni, che con i canestri di Oxilia e De Laurentiis si riportano velocemente a contatto (36-34) a 18’30”. Mettendo così una pezza ad un secondo quarto di gioco piuttosto ‘bruttino’ per i forlivesi, ancora una volta orfani di un Lawson assente ingiustificato (3 punti e 2 rimbalzi in 17′, totalmente avulso dai giochi).

Rientro in campo dalla pausa lunga e andamento negativo che apparentemente non pare variato per Forlì: Ravenna con Laganà si porta in un amen sul +7 (43-36), 22′. Apparentemente, appunto, perché l’Unieuro ora è viva e lotta insieme a noi. Il bel piazzato frontale di Lawson suona la sveglia ai suoi, Marini cala tre clamorose giocate offensive che gli valgono 8 punti e l’Unieuro mette la freccia (47-48), salendo poi in cattedra fino al +5 (49-54) al 27′. Montano infila la tripla, ma, con un’ottima difesa che porta a svariati recuperi, la PF2.015 scappa via veloce sul +8 sulle ali di un ottimo Oxilia: 52-60 e inerzia della gara ribaltata, pallino ora totalmente in mano forlivese. Un paio di sanguinose perse Unieuro, in avvio di quarta frazione, rimettono in partita l’OraSì, trascinata fino al -2 (62-64) dai canestri di Laganà. Lawson e un Oxilia scintillante non ci stanno (64-71), ma è ancora Ravenna a far la voce grossa ed approfittare di un paio di sbavature avversarie: 70-71 a 2’20” dalla sirena e, di fatto, aprendo un match nel match. Il ‘solito’ Oxilia, unico con punti nelle mani tra i suoi, segna il canestro del 70-73, sempre all’ex Virtus, a 57″ dal termine, non trema la mano dalla lunetta (74-75), ma le idee offensive dell’Unieuro sono ora davvero ridotte al lumicino. Così, -31″, Smith fa 2/2 (76-75), ma dall’altra parte l’Unieuro non riesce a costruire nulla di buono se non un tiro forzatissimo di Johnson. I biancorossi tentano il fallo, ma Ravenna è abile a ripartire via veloce e Laganà, tutto solo in contropiede, appoggia il più semplice dei canestri: 78-75 a -5″. Forlì costretta a tirare da tre, ma la rimessa disegnata da coach Valli è tutto fuorché brillante, col tiro di Lawson che non scheggia nemmeno il ferro.

OraSì Ravenna – Unieuro Pallacanestro Forlì 2.015 78 – 75 (19-22; 38-34; 54-60)

RAVENNA: Hairston 6 (3/6), Smith 15 (5/12, 0/4), Montano 16 (2/4, 4/8), Jurkatamm 6 (0/5, 2/3), Cardillo 6 (2/3, 0/3), Masciadri 2 (1/4, 0/2), Rubbini (0/1 da 3), Gandini 6 (3/4, 0/2), Laganà 21 (5/6, 3/8): Tartamella ne, Baldassi ne, Seck ne. All. Mazzon.

Tiri da 2: 21/44 (48%) – Tiri da 3: 9/31 (29%) – Rimbalzi: 40, offensivi 16 – Palle perse: 12

FORLI’: Giachetti 8 (0/3, 2/5), Marini 15 (3/5, 3/5), Bonacini (0/1, 0/1), Dilas, Oxilia 16 (7/8, 0/1), Lawson 12 (5/8, 0/2), De Laurentiis 10 (5/7, 0/2), Johnson 14 (4/8, 0/5); Tremolada ne, Piazza ne, Fabiani ne. All. Valli.

Tiri da 2: 24/40 (60%) – Tiri da 3: 5/21 (24%) – Rimbalzi: 32, offensivi 6 – Palle perse: 12

La Chiave

Un insieme di fattori ha portato l’Unieuro al passo falso in casa di Ravenna. E dire che Forlì aveva di fatto in tasca la partita a 3’30” dal termine, sul 64-71 e tutto il vento in poppa. Poi, però, è improvvisamente venuta a mancare la luce. Vuoi per un fisiologico appannamento iniziato a farsi sentire, vuoi per qualche errorino rivedibile (la banale palla persa da Giachetti sul 66-71 grida davvero vendetta), vuoi per una Ravenna improvvisamente rinvigorita dai primi importanti canestri di Smith. Sta di fatto che gli ultimi 3′ di gara forlivesi sono stati davvero terribili offensivamente, senza idee. Così come forse rivedibili sono state un paio di scelte tattiche di coach Valli: chiamare in panca Marini a metà del quarto periodo (con un Laganà a quattro falli dal 31’…) e lasciare la grinta e la verve di capitan Bonacini a bagnomaria in panchina…

Le Pagelle

FORLÌ

Bonacini 6 – Bastione difensivo, il bottino punti invece è al palo. Nel finale, all’opacità di Giachetti, forse sarebbe stato più utile la sua lucida tigna.

Johnson 5 – La difesa giallorossa gli si aggrappa con gli uncini. L’uomo Unieuro più a lungo in campo (36′) si fa trovare a sprazzi. Lo 0 su 5 da tre è una macchia ma fatale per un giudizio negativo – in una partita che Forlì, comunque, avrebbe già dovuto chiudere da tempo – è l’ultimo errore per il sorpasso. 4/8 da 2 e 4 assist.

Marini 6.5 – Dopo un primo tempo alla ricerca di sé, nella ripresa prova a mettere i panni dell’uomo della Provvidenza infilzando con 8 punti filati Ravenna. Che vacilla ma non abbastanza da non cogliere il “liberi tutti” offerto da Forlì. Panchinato per falli (4, li stessi di Laganà che all’opposto gioca e la vince) nell’ultimo periodo, quando è poi richiamato a far il suo, non ritrova ritmo gara.

De Laurentiis 6.5 – 10 punti (5/7 da 2, 0/2 dall’arco) ne sanciscono la definitiva solidità: c’è ed è una certezza. La voce rimbalzi (4) non esalta.

Lawson 5 – Il 4 senza alibi del primo tempo dove vaga senza una meta, quasi sperso nei giochi è mitigato da un paio di buone sortite in attacco della ripresa. Urge faccia la punta ai gomiti perché se Gandini e l’impalpabile Hairston sono temibili pari ruolo, per Forlì allora saran dolori. 12 punti con 5/7 da 2 e 0/2 da 3.

Oxilia 8 – Freddo, deciso, pulito: un cecchino. 16 punti (12 nel secondo tempo) con 7/8 da 2 e cesti di grandissima importanza. Con l’ala atipica in orbita Azzurra, Forlì ha oggettivamente pescato una grandissima presa.

Giachetti 5 – Buttato inaspettatamente in quintetto risponde alla grandissima: 8 punti. Si lascia tentare dal nervosismo “dedicando” una tripla ai soliti fenomeni che non mancano mai nei parterre. Da lì la china lo porta fuori dal “suo” derby, spegnendolo in attacco e opacizzandolo nella gestione del finale. Lodevole l’impegno sull’alfiere OraSì, Smith. 8 punti, 0/3 da 2, 2/5 dalla distanza.

Dilas 5 – 1’35” in campo, due difese sballate e Valli lo rimette sul pino senza più chiamarlo in causa.

Donzelli, Tremoloada, Piazza, Fabiani ne

[Francesco Mazza]


RAVENNA

Hairston 5 – Più nocivo che altro nella prima parte di gara, si rifà parzialmente dopo la pausa lunga. Ma è comunque ampiamente al di sotto della sufficienza.

Smith 6.5 – Tenuto ottimamente a bada dalla difesa forlivese (solo a quota 7 a fine terzo quarto), nel finale di gara mette però a bersaglio punti davvero importanti.

Montano 7 – Non si fa troppi problemi a prendersi le sue responsabilità da dietro l’arco, finisce con 16 punti e 4/8 da 3 in nemmeno 22′.

Jurkatamm 6,5 – Un fattore nel rientro in gara ravennate a inizio secondo periodo. Poi si spegne.

Cardillo 5,5 – Fa legna sotto canestro (8 rimbalzi, di cui 6 offensivi), ma offensivamente è fumoso.

Masciadri 5 – Passa quasi inosservato. 1/6 al tiro in 20′, mai decisivo.

Rubbini 6 – Vale lo stesso discorso fatto poco sopra per Jurkatamm. Importante nel break OraSì.

Gandini 6,5 – Grande esperienza al servizio della squadra. Tanta sostanza sotto le plance contro i lunghi forlivesi.

Laganà 7,5 – Una costante per tutti i 40′ di gara, nel finale mette la pietra tombale sulla partita col facile canestro del +3. La apre lui, la chiude lui: 21 punti, 8/14 al tiro. I quattro falli sul groppone a inizio IV non si ‘vedono’.

Tartamella, Baldassi, Seck ne

[s.c.]