Ripartenza e palestre scolastiche per il basket: Petrucci dice la sua

Si è tenuta a Roma, preso la sede della Federazione Italiana Pallavolo, la conferenza stampa congiunta dei presidenti Pietro Bruno Cattaneo (FIPAV), Gianni Petrucci (FIP) e Paquale Loria (FIGH, la Federazione della pallamano). I temi principali trattati sono stati quelli della riapertura delle palestre scolastiche e della ripartenza dell’attività sportiva.

Di seguito riportiamo i virgolettati del presidente federale Gianni Petrucci, che ha spaziato a 360 gradi andando a toccare anche aspetti particolarmente interessanti.

SULLE PALESTRE SCOLASTICHE

«È un dramma sportivo. Uno degli scopi principali di questa giornata è proprio chiedere alla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che preveda una norma che escluda l’utilizzo delle palestre dalle attività non sportive. È nelle sue possibilità. Ci rendiamo conto di tutti i problemi della scuola in questo periodo, ma le palestre, storicamente, sono state costruite per l’attività sportiva. Quello delle palestre scolastiche è un problema grave e deleterio. Mi rivolgo anche al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, che so aver già tanti problemi, per sottolineare che problemi con le palestre scolastiche ci sono in tutte le Regioni. L’appello e i ringraziamenti dei miei colleghi al ministro Spadafora sono giusti. Anche se non è di sua diretta competenza sono convinto che con la sua autorità, il buon senso, suo e dei suoi collaboratori, possa dare un importante contributo».

SUL PUBBLICO NEGLI IMPIANTI

«Per i giocatori professionisti, la FIP ha redatto un protocollo severo ed anche costoso e siamo pronti a fare programmi e dare contributi affinché si riprenda al più presto. Il basket vive soprattutto di introiti al botteghino e di abbonamenti. Non capiamo perché i teatri possano riaprire con il distanziamento e i palazzetti no: ci diano risposte logiche. Non ammettere il pubblico crea seri problemi, ma vogliamo farlo nel rispetto delle norme. È vero abbiamo dato contributi alle società, ma non giocando si perde la filosofia della disciplina, spazio sui media, e si afferma una monocultura del calcio».

SULLA QUARANTENA PER GLI AMERICANI

«Ho già detto in Consiglio Nazionale che chiederò che ci possa essere un percorso preferenziale per i giocatori americani, come hanno fatto già in Russia, Germania e Spagna. Ovviamente con tutte le garanzie dettate dal protocollo, ma se gli americani che arrivano sono negativi al tampone e al test sierologico, che giochino. Altrimenti, se positivi, vadano in quarantena».

SULLE MASCHERINE IN CAMPO

«Lo studio del Politecnico di Torino insieme al CONI, a cui FIP e FIPAV hanno contribuito, ha dato il suo risultato. Ma tengo a ripetere, ancora una volta, che non vogliamo che si giochi con le mascherine, ma a volto nudo. Le mascherine, all’aperto, le utilizzeremmo laddove sia necessario e se ci fosse imposto».