Dell’Agnello saluta un ‘nuovo’ campionato: «Dobbiamo ricostruirci un’identità. Con Verona per provarci»

Il 19 dicembre dello scorso anno la Pallacanestro 2.015 ritrovava i due punti al termine di un momento particolarmente complicato. Sembrano passati secoli da allora ed effettivamente – con le dovute proporzioni – è così. Anche perché, seppur tra festività natalizie e variante Omicron, mai ci si sarebbe aspettati una ‘pausa’ così lunga per Giachetti e compagni. Che, dopo quaranta giorni esatti dall’ultima uscita, sono pronti per il ritorno sul parquet per affrontare la Tezenis Verona (palla a due alle ore 18 di domenica, Unieuro Arena) in una sfida che si preannuncia in salita.

Tutto in queste settimane è stato stravolto. I biancorossi non possono più contare sui due americani scelti a inizio stagione, Erik Rush è tornato in città a braccetto col giovane Djordje Pazin, in attesa del go-to-guy che dovrà riportare Forlì ai vertici del girone Rosso. Quello contro i veneti è – perlomeno sulla carta – un big match con punti pesanti in palio, ma, al momento, i pensieri in casa forlivese sono logicamente rivolti altrove. Serve innanzitutto ritrovare la quadra a 360º, in un febbraio che si preannuncia, oltreché ricco di appuntamenti (sei partite in trenta giorni), ben ‘carico’ di lavori da svolgere. Così, alla vigilia della sfida contro Verona, ci pensa coach Sandro Dell’Agnello a disegnare lo stato dell’arte.

SI RIPARTE DA ZERO. «Il periodo è stato veramente allucinante. Da Nardò a oggi, in quaranta giorni esatti, siamo riusciti ad allenarci di squadra soltanto gli ultimi cinque giorni. Tra infortuni, Covid e il caso Hayes, non abbiamo avuto pace. È una situazione fantozziana, che però purtroppo corrisponde alla realtà dei fatti. Per diverse settimane ci siamo allenati in cinque – prima delle varie positività –, poi dieci giorni di lavoro individuale. Solo da mercoledì siamo tornati tutti in campo insieme».

TUTTO DA RICOSTRUIRE. «In tutto ciò, abbiamo fatto i conti con due partenze (Hayes e Carroll, ndr) e due arrivi (Pazin e Rush, ndr). Quindi, oltre a ritrovare fisiologicamente la forma fisica, va anche ricostruita l’identità tecnica di tutta la squadra. Ora abbiamo giocatori un po’ diversi rispetto agli scorsi mesi, la squadra è differente. Ci troviamo di fronte ad una sorta di precampionato, anche se ovviamente sappiamo bene che non si tratta di amichevoli ma di partite che ‘regalano’ i due punti».

VERONA CORAZZATA, MA BISOGNA PROVARCI. «Non credo che il match contro la Tezenis sarà per noi un’ecatombe. Ci credo e penso che ci siano possibilità di vincere. È difficilissimo, Verona è forse la squadra più forte del campionato, però abbiamo qualche carta da giocare, per quanto siamo sfavoriti nel pronostico. Dobbiamo mostrare voglia di giocare e spirito di rivalsa contro il lunghissimo periodo di stop, che purtroppo non è dipeso da nessuno. Non vedremo la ‘vera’ Unieuro, perché siamo al giorno zero e per costruire una squadra serve tempo, ma dobbiamo provarci. Spingere sulla difesa? Deve tornare a essere una delle nostre caratteristiche. Sappiamo quanto Rush sia fondamentale in questo, così come Benvenuti tornerà ed è un altro perno. La nostra fisionomia cambierà, ma non possiamo essere pronti subito».

BENVENUTI AL RIENTRO. BOLPIN STOP? «Lorenzo si sta pian piano aggregando al gruppo. Non è ancora recuperato al 100%, ma ha svolto regolarmente parti di allenamento. Il ginocchio è monitorato ogni giorno, lo portiamo con noi in panchina e vedremo come sta. Ritengo che potrà disputare qualche minuto. Dobbiamo invece valutare la situazione di Bolpin. In allenamento ha semplicemente alzato il braccio per prendere un passaggio, è andato in iperestensione ed è in forse. Si ferma in via precauzionale e incrociamo le dita per la partita».

PUNTO MERCATO. «Il Coni ci ha concesso il visto suppletivo e sicuramente c’è più scelta. Ma non al punto da poter scegliere esattamente il profilo che si cerca. Serve anche un bel po’ di fortuna. Di sicuro abbiamo bisogno di uno che ci porti punti, senza dubbio. Cercheremo di inserire il prima possibile il sostituto di Hayes. A quel punto sono convinto che saremo un’ottima squadra, anche se avremo bisogno di qualche settimana di tempo per diventarlo».

PAZIN È PRONTO. «Djordje può darci un mano. È un buon tiratore e si sta rivelando pure un buon passatore, più di ciò che ci attendevamo. Cosa cambia per noi? Innanzitutto è un giocatore in più, e non è poco. Fino a oggi non siamo mai riusciti ad arrivare a dieci effettivi. Inoltre, sa giocare e stare in campo. Conto già di farlo giocare già contro Verona».

I RECUPERI SUL GROPPONE. «Se ho novità sulla calendarizzazione delle partite rinviate? Chieti e Fabriano sono già state programmate a metà febbraio e metà marzo, mentre Ravenna e Stella Azzurra ancora no. Potrebbe esserci una finestra a fine febbraio, ma dobbiamo capire se Pullazi sarà convocato dalla Nazionale albanese. Speravamo di ‘infilare’ la gara con Roma nel weekend della Final Eight di Coppa Italia, ma pare i capitolini debbano giocare un torneo internazionale e quindi è ancora tutto in stand-by».