Comincia la fase bollente del campionato, quella in cui è sconsigliato sbagliare. Sulle tavole del PalaDesio, nel primo turno playoff, si affrontano due squadre tra le maggiori indiziate, a inizio stagione, per centrare (o almeno provarci) la promozione nella massima serie, vale a dire Forlì e Cantù. Entrambi i roster hanno subito modifiche nel corso della stagione, a cominciare dai due go-to-guy Kenny Hayes e Robert Johnson, sostituiti giocoforza dalle rispettive società per adempiere agli obblighi di far partecipare al campionato solo atleti vaccinati. Tra le file canturine, poi, Luigi Sergio, ex biancorosso ha dovuto abdicare causa infortunio al tendine d’achille. Al pari del forlivese Mattia Palumbo, che probabilmente non prenderà parte alla post-season o, se lo dovesse fare, sarà comunque a mezzo servizio.
Cantù, che parte col fattore campo a proprio favore, ha chiuso la stagione regolare al secondo posto dietro la corazzata Udine ed è favorita nella serie. Coach Marco Sodini può contare su un parco giocatori di tutto rispetto, con una rotazione a nove interpreti, con nomi altisonanti che escono dalla panchina per non fare abbassare il livello della prestazione. Basta citare il possibile quintetto di partenza dei padroni di casa per capirne qualità e potenzialità: Trevon Allen, Lorenzo Bucarelli, Giovanni Severini, Matteo Da Ros e Jordan Bayehe. Con il secondo americano, l’energico Zack Bryant (arrivato a stagione in corso), che esce dalla panchina e alza maggiormente la qualità offensiva della squadra.
I due stranieri hanno numeri molto simili. Viaggiano a più di 15 punti di media in più di 28′ di utilizzo, le loro percentuali al tiro sono speculari e su questi due giocatori poggeranno le fortune dei biancazzurri per fare passi avanti nella postseason. Bryant ha giocato 10 partite, mentre Allen (che ha saltato tre partite della fase a orologio) [in foto sotto con Da Ros] ne ha disputate 26: sono più finalizzatori che costruttori di gioco. Insieme a loro, particolarmente insidioso è anche Francesco Stefanelli (in uscita dalla panchina), pienamente recuperato per la serie dopo aver saltato il match con Ravenna: viaggia a quasi 11 punti per allacciata di scarpe in meno di 20′. Attenzione all’innesto dell’ultimo minuto, con Cantù che proprio in queste ore ufficializzerà l’arrivo del veterano playmaker Luca Vitali, direttamente dalla massima serie di Napoli.

Completano il trio di esterni l’ex Eurobasket, Lorenzo Bucarelli (9,4 punti) – che Forlì ha avuto modo di conoscere dodici mesi fa – e l’ex Giovanni Severini, che si dedica anima e corpo alla difesa della propria metà campo nei 20′ che il suo allenatore gli concede. Gli appassionati forlivesi ricorderanno nitidamente come Giovanni sia anche capace di prestazioni balistiche di rilievo, anche se nella sua avventura canturina Sodini gli richiede un lavoro differente.
Matteo Da Ros e Jordan Bayehe difenderanno il pitturato dei padroni di casa. L’ex Trieste, particolarmente incisivo, in questa stagione ‘gira’ a 7,8 punti, 5,3 rimbalzi e quasi 4 assist a gara. È temibile anche quando si allontana dal ferro, poiché possiede mano educatissima anche nel fondamentale del tiro da tre. Il centro camerunense, invece, seppur ancora un po’ acerbo, non fa mancare il proprio apporto in punti (8,5) e rimbalzi (5,5) nei 25′ disputati di media. In campo ‘spinge’ a più non posso, perché, quando viene chiamato in panchina, è consapevole che il suo sostituto Marco Cusin non farà rimpiangere la sua assenza (3,8 punti e 3,6 rimbalzi in 18′).
Completa il roster bianco-azzurro l’ala classe ’97 Stefan Nikolic, che gioca quasi 19′. Le sue azioni, nel borsino personale di Sodini, che ne sta aumentando l’utilizzo di partita in partita, sono in crescita e realizza quasi 7 punti. Roster profondo, completo ed estremamente duttile, insomma. Sulla carta, portare via una vittoria dalla Brianza sembrerebbe quasi impossibile. Ma nello sport non ci sono partite decise prima della palla a due e Forlì ha tutte le carte in regola per poter impensierire Cantù.